Siligo – Sassari (mercoledì, 27 agosto 2025) — Il Comune di Siligo, in provincia di Sassari, si prepara a un momento significativo: l’ingresso ufficiale nella prestigiosa Rete delle Città delle Streghe.
di Alice Bani
L’annuncio è previsto per il prossimo 5 settembre, durante il Festival Janara a Benevento. Il paese di Siligo si unirà alla rete che comprende già nomi noti come Triora, Salem e la stessa Benevento, città storicamente legate alle vicende delle streghe. A rappresentare il paese sarà il primo cittadino Giovanni Porcheddu.
L’ammissione a questa rete arriva anche grazie al Festival Ammajare, che ha svolto un ruolo chiave nel recupero e nella valorizzazione della storia di Julia Carta, la cui figura è diventata simbolo di resilienza, conoscenza e memoria per l’intera comunità di Siligo.
Il Festival Janara, che si svolgerà a Benevento dal 5 al 7 settembre, offrirà l’opportunità di approfondire le connessioni tra storia, erbe, astrologia e magia che uniscono i Comuni della Rete.
Julia Carta, la “Hichezera” di Siligo
Juilia Casu Masia Porcu, nota come Julia Carta era una “hichezera” (strega) sarda, che proveniva da una famiglia umile. In tenera età, la nonna, anche lei considerata una strega, le insegna l’arte erboristica e le pratiche di guarigione. A venticinque anni, Julia si sposa e si trasferisce a Siligo, dove con l’aiuto di un’altra potente guaritrice, affina le sue conoscenze magiche e curative, diventando in poco tempo una figura di riferimento per la comunità, temuta e rispettata. La sua conoscenza non si limitava solamente alle cure con le erbe, ma includeva anche la creazione di amuleti che proteggevano dai nemici, e l’arte divinatoria.
Nel giugno del 1596, Julia venne arrestata dall’Inquisizione, su denuncia di alcune donne del villaggio e del parrco, che la accusarono di affermazioni eretiche e pratiche magiche. Rinchiusa nel Castello Aragonese, sede della Santa Inquisizione sarda, Julia fu sottoposta a un processo durato dieci anni. Inizialmente, la donna negò ogni accusa, ma dopo essere stata minacciata di tortura, confessò una serie di eresie: aver fabbricato amuleti, aver appreso le pratiche di confessione, aver appreso le arti magiche dalle zingare e aver siglato un patto col diavolo.
Giudicata colpevole di stregoneria, eresia e idolatria, Julia fu condannata a tre anni di prigionia e alla confisca dei suoi beni. La sua pena includeva anche la cerimonia pubblica dell’autodafé. Il 26 ottobre 1596 Julia venne condotta nella Piazza di Santa Caterina a Sassari, fu costretta a indossare un abito giallo con croci oblique (il sanbenito) e una mitra, e a rinunciare pubblicamente alle sue pratiche eretiche.
Julia fu processata un’ultima volta, sempre per stregoneria, ma questa volta la hichezera si dissolve, facendo perdere ogni traccia di sé. La storia di Julia Carta è documentata negli archivi spagnoli, e rappresenta l’eterna lotta tra la conoscenza popolare e la religione ufficiale.
Tag: rete delle città delle streghe Last modified: Agosto 28, 2025



